lizhanne: (sunset)
[personal profile] lizhanne
Come da oggetto, scritta al limite della deadline per la PornFest di [livejournal.com profile] fanfic_italia.
Sorry to the English speaking friends who see this!

Willow sospira, guardando fuori dalla finestra. La campagna inglese è sole dorato e verde fresco, rilassante anche solo a guardarla. Sa che sarebbe meglio per lei uscire, camminare sotto gli alberi, continuare a lavorare col suo contatto con la terra e il modo in cui sta imparando a gestirlo, ma al momento non riesce. Sa anche che non dovrebbe pensare a Tara, non volontariamente almeno e non più di quanto già non sia nei suoi pensieri inconsci ogni minuto, ogni attimo, ma cercando un libro tra le sue cose ha trovato una busta, quella busta che non aveva mai avuto il coraggio di aprire da quando Giles l’aveva portata lì, e che sapeva era stato un errore anche solo portare con sé. Troppi legami col passato, troppi legami col dolore.
Le sue dita tremano un po’, mentre apre la busta e si siede sul basso sedile imbottito di fianco alla finestra. Con un sospiro, incrocia le gambe e chiude gli occhi per un momento, preparandosi allo shock che sa essere in arrivo.
La prima fotografia esce lentamente dalla busta, le dita attente a non sporcarla, la sommità di una testa bionda chinata leggermente a destra, a toccare dei capelli rossi, i propri. Conosce bene anche quei capelli biondi, le sembra di conoscerli uno per uno. Il petto le trema, come le dita, e deve ricacciare indietro le lacrime, ma si fa forza; non vuole cedere, deve imparare a convivere col passato, o l’unica alternativa sarebbe cancellare anche i ricordi, e non può permetterlo.
Sfila completamente la foto dalla busta, e una volta di fronte a lei il volto di Tara non le causa poi uno shock così enorme: è esattamente come lo ricorda nella sua mente, ogni giorno. Sfiora delicatamente i contorni dei suoi occhi, della sua bocca, e passa alla foto successiva. Niente di straordinario, nessun effetto speciale, solo Tara, addormentata su un divano. Ricorda il giorno in cui ha scattato quella foto. Tara si era appisolata in un pomeriggio d’estate, quando ancora la magia non le aveva divise, e tutto sembrava perfetto, anche in mezzo a demoni e Armageddon incombenti. Willow non aveva saputo resistere alla tentazione dello scatto, e quando Tara aveva poi visto la foto aveva sorriso, imbarazzata, e fatto un paio di commenti su quanto poco fosse fotogenica anche nel sonno. Willow l’aveva zittita a forza di baci, e la foto era finita sul loro specchio, assieme alle altre.
La seconda foto è diversa. Aveva dovuto pregare e pregare e pregare Tara prima di convincerla, e la sua timidezza è evidente nell’immagine, per quanto essa non riveli nulla di troppo esplicito. Sono semplicemente la curva delle sue spalle, il rossore soffuso della sua pelle, lo sguardo caldo seppure ritroso da dietro la curva delle lenzuola, che trasmettono l’erotismo di quel momento.
Willow ricorda bene, e ricorda anche di come, partita con l’intenzione di immortalare il momento con ben più di un’unica foto, si fosse presto distratta. Le sue mani avevano posato la macchina fotografica, dimenticata sul comodino, e si erano avventurate lungo il corpo di Tara, lungo la curva della sua schiena, studiando con amore i suoi fianchi. Si era sdraiata sopra di lei, pelle contro pelle, imbevendosi del suo calore e del suo odore, sentendo l’eccitazione crescere. Tara aveva cercato di girarsi ma lei l’aveva dapprima fermata, bloccandola, baciandole il collo, strofinando lentamente il bacino contro la curva dei suoi glutei. Era stata lei, poi, a farla girare, con movimenti sempre più affannosi e decisi. Tara era bellissima, distesa sotto di lei, gli occhi lucidi e i capelli distesi a raggi sul cuscino. Si era chinata a leccare lentamente, con piccoli colpi di lingua, il suo collo, i suoi seni, i suoi capezzoli, ed era scesa, ormai non più lentamente, ma con ansia, come se –stupidamente- temesse di non poter resistere, temesse quasi che il momento potesse fuggire; era scesa fino a trovarsi inginocchiata in mezzo alle sue gambe, e dopo un solo rapido bacio all’interno della coscia destra di Tara si era protesa a baciarla, esattamente come se fosse stata la sua bocca, aprendo le labbra e godendo del suo odore di Tara, del modo in cui si gonfiava sotto di lei e dei gemiti soffocati che le sentiva emettere, esplorando con la lingua sempre più a fondo, uscendo ogni tanto per giocare con la sua clitoride.
Non aveva continuato a lungo: sapeva che Tara amava sentire il suo peso sopra di sé, la sua mano aggrappata ai propri capelli, il petto leggermente schiacciato dal peso di Willow fino a renderle il respiro un po’ affannoso. Si era alzata ed era tornata a baciarla, due dita e poi tre e poi quattro a prendere il posto della sua lingua, e muovendosi sempre più rapidamente sopra di lei, dentro e fuori di lei, era venuta in un attimo, le sue labbra gonfie schiacciate contro la mano ancora dentro Tara, mentre l’altra si stringeva convulsa alla spalla della ragazza.
Dopo, si erano semplicemente addormentate, abbracciate e sudate e deliranti di gioia e stanchezza e brevi frasi senza senso, punteggiate da risatine sonnolente.

Willow grida e sospira, cercando di soffocare il rumore con una mano davanti alla bocca. Lentamente, tira fuori l’altra da sotto i suoi vestiti. Stringendo la foto al petto, appoggia la fronte al vetro freddo della finestra.

(no subject)

Date: 2008-02-15 11:35 am (UTC)
From: [identity profile] veecious.livejournal.com
*morta*

Framianne... Sono senza parole. Solo nana cuori. ♥

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